1968 al 1997 CANTAUTORE Alessandro Pultrone

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1968 al 1997  CANTAUTORE Alessandro Pultrone detto Alex

Le prime attività come cantautore, di cui c’è traccia, hanno luogo in contesti di disagio, ed agisce nel ambito del volontariato. Spesso fa “coppia scenica” con il prof. Vincenzo Marigliano, suo docente di anatomia al liceo artistico, ma persona impegnata nel sociale. Frequentando il “volontariato” conosce la cantautrice, Maria Negrini con cui si crea un’amicizia che ne fa un duo affiatato anche sul palcoscenico. Sempre non professionalmente intervengono o addirittura organizzano manifestazioni di raccolta fondi per il sociale.

Alessandro Pultrone cantautore

 

Nel ’70 comincia ad essere chiamato come cantautore “ospite”, che deve cioè fare 2 o 3 pezzi del suo repertorio”, passando dai Festival POP ai Night e alle discoteche, dai Mak P alla festa dell’unità. Le sue capacità d’improvvisazione e di dialogo col pubblico e la varietà del suo repertorio fanno sì che venga chiamato anche in alcune manifestazioni per bambini.

Alessandro Pultrone cantautore_0001 Alessandro Pultrone cantautore con

 

Alessandro Pultrone cantautore_0007 Alessandro Pultrone cantautore pop

“Sì è vero ho scritto più di 100 canzoni e ne ho depositate in SIAE almeno una settantina, ma … io non sono e non sono mai stato un musicista. Io di musicisti veri ne ho conosciuti. Io ero un giullare , cantavo quello che inventavo, quello che sentivo. D’altra parte, i primi 4 accordi li imparai  per fare una canzone (“MariaTeresa”) ad una quattordicenne di cui mi ero invaghito, al mare.  Non chiedetemi come sia possibile che non avessi il coraggio di parlarle, ma che sia riuscito a dichiararmi cantando e suonando (il termine è assolutamente inappropriato). Credo abbia a che fare con l’essere artisti.

Quando arrivai dal Maestro Bussoli chiedendogli che mi insegnasse qualcosa di più dei 4 accordi, lui scoprì che avevo un arco di voce notevolissimo (e questo era vero) e si mise in testa (a suo onore: senza doppi fini) che io dovessi diventare un cantante (credo avesse “scoperto” lui, Milva, cantante –vera- che andava per la maggiore). Il M° Bussoli, d’accordo con i miei familiari, mi affidò al M° Serra (che viveva a Roma) e quest’ultimo… voleva portarmi, a tutti i costi, al festival di San Remo.

Cercate di capire che, in quegli anni, identità e cultura convergevano … e le culture avevano una loro identità (anche quelle partitiche, ci crediate o no)… ed il Festival di San Remo era considerata agli antipodi della musica impegnata o beat, rock, ecc. … che sentivo più mia. Se poi volete andare più sul personale, c’è un’altra verità: … io alle elementari ero considerato così stonato che durante l’ora di musica, mi facevano uscire. Arrivato alle medie, a Roma, nel collegio (dei Salesiani) mi offrii di fare parte del coro, che provava durante una delle due ricreazioni lunghe della giornata… ma lo feci esclusivamente per evitare di scontare ore di punizioni (imparare a memoria il catechismo), cosa che puntualmente andava fatta durante la ricreazione. Sì ero sempre in punizione, ma quella è un’altra storia.

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Il coro era diretto dal Maestro … che capì subito che io fingevo soltanto, di cantare e … “tanto disse e tanto fece” che diventai una delle migliori voci soliste del coro. Ci presi gusto a cantare… tanto. Ma si cantava in chiesa, non visti, dietro l’organo. Per farla breve, l’idea di fare il cantante solista mi terrorizzava. Se non ero complessatissimo poco ci mancava. Così ai tempi del M° Serra, dopo lunga battaglia e deludendo tutti, riuscii ad evitare il festival e il ruolo.  

Da sempre, la sicurezza e l’entusiasmo che comunico, derivano dalla convinzione di fare qualcosa di giusto o di avere un obiettivo giusto… io non sono mai stato “sicuro di me”

da “Vita d’artista” – Intervista ad Alessandro Pultrone – cinetvnews.com 

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Partecipa a tour e tournéé, purchè brevi. Lo spettacolo del 5 maggio 1973, al Cabaret il “Carlino” (prestato loro da Elio Pandolfi e Anna Mazzamauro), ha lo scopo di promuovere il CELSI (Centro Educativo per il Libero sviluppo dell’infanzia). In quell’occasione  Alessandro convince la sorella Annalisa a cantare un pezzo con lui. Insieme a loro ci sono: Maria (Miriam) Negrini, Giorgio Ronco al pianoforte, Gianni Siragusa, Fabio fabbri e Roberto Perfetto alle chitarre, Angelo Jannoni (che canta e suona anche il violino); le voci soliste Silvia Suffer, Maria Chirulli, Mari di Iorio, Gesuina Boi, Concetta Faraci,Carla Galassetti; gli attori Laura Campanelli, Cinzia Catenacci, Patrizia Baccin e Stefano Del Vecchio. Partecipano anche Toni Dimitri e Jhon Wright.

Alessandro Pultrone cantautore 6  Alessandro Pultrone cantautore e sorella

Nell’ottobre del 72 Alessandro Pultrone, al Teatro 23 di Via Ferrari, fa da spalla all’amico Federico Biagione ai provini della commedia musicale “Chi crede il popolo io sia” scritta da  Campanelli. Il regista Leone Mancini, oltre a Federico coinvolge Alessandro Pultrone, affidandogli più parti (pietro, Giovanni battista e Ted, il ragazzo che, ispirato da un quadro del Cristo, mette in scena e dirige la commedia). In quel momento calcavano il palcoscenico: Mauro Macedonio, Angela Floreancig, Emanuela Ferrari, Antonello Baranta, Angelo Jannoni, Ruggero Rossi, Paola De benedetti, Daniela Regnoli, Laura Campanelli, e Paola Polani. In platea, l’amico di sempre, Massimo (Nassuato Renzi).

Angelo J. e l’artista che parallelamente scrivono, provano ed a volte realizzano copioni “alternativi” (come “Il lombrico”, raccolta di pieces), cominciano le pubblicazioni di “Controschema” un giornale a diffusione limitata e mirata.

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“Di quei primi anni ‘70, pienissimi, ho un ricordo estremamente confuso (le amiche psicologhe direbbero che è legato alla morte del mio amico Massimo) ma è sicuramente anche difficile sintetizzare, spiegandoli, eventi il cui valore era legato ad una realtà storica decisamente diversa da quella odierna. Tutte le produzioni, pitture, canzoni, teatro, erano frutto di una curiosità ed un dibattito culturale diffuso (non elittario) oggi drammaticamente inesistente. Ad esempio, con Angelo, che ne era l’ispiratore, elaboravamo e verificavamo “Lo schema”, una scienza che Neil Postman avrebbe forse chiamata di “ecologia sociale e dell’interazione” che permeava tutto il nostro agire e che diventava elemento sinergico di qualunque forma del sapere.“

Nel ‘73 l’incontro con la cantante Rossella Postorino. In breve Alessandro e Rossella, sviluppano un repertorio da proporre in coppia. Già da luglio ’74 (Il gattopardo) fanno svariate serate e tour. Per quanto il repertorio vada ampliandosi nel tempo e più volte siano prossimi alla realizzazione di un LP (con la Phonogram, con la RCA, con Paolini, ecc.), la produzione musicale predominante è quella legata alle canzoni delle e nelle commedie musicali. Molte commedie e programmi televisivi Alessandro Pultrone li scrive immaginandoli interpretati da Rossella e dagli altri amici dei team che nel tempo si vengono a formare intorno a loro.

E’ lo stesso Alessandro Pultrone a comporre la musiche (di solito contemporaneamente al testo od al copione), fino al ’78 , quando incontra Claudio Rovagna e quando si costituisce in modo quasi naturale “La scatola magica”. Nel gruppo tutti evolvono la capacità di interpretare più ruoli, cantando e recitando con voci diverse.

Nell’autunno dell’80 il gruppo si scioglie.  Alessandro Pultrone e Claudio Rovagna continuano a lavorare insieme fino al novembre ’93.

A fine ’97, la performance “Andata e ritorno” è l’ultima in cui l’artista canta in pubblico.

“L’ultimo spettacolo si ruppe una delle corde della mia chitarra. Non l’ho più sostituita. Le uniche volte in cui ho ripreso la chitarra (non mia) in mano è stato durante le “giornate cantate” dei percorsi di formazione”

da “Vita d’artista” – Intervista ad Alessandro Pultrone – cinetvnews.com 

 

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