1977 “I PERDUTI” di Alessandro Pultrone

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1977 “I PERDUTI” di Alessandro Pultrone – mostra spettacolo itinerante in 27 stanze, una osteria ed una segreta. Castello della Rocca Pia di Tivoli (Rm)

Perché lo spettacolo inizi il pubblico deve entrare nel castello ed aprire l’antico portone, tirando una grossa fune. E’ di un vero “tiro alla fune che si tratta: all’interno tirano gli attori e all’esterno tira il pubblico. Una volta entrati, nello spiazzo, gli spettatori si confronteranno con “Il male” che tiene prigionieri gli attori (relegandoli a ruoli fissi – che a loro piaccia o meno) ed una verità che tiene nascosta e che (suggerisce) è meglio ignorare. Quindi suggerisce al pubblico di andarsene e rimanere quello che sono, altrimenti rischiano loro stessi di diventare parte del gioco e “saranno perduti”… non ne potranno più uscire. Agli spettatori, nel contempo arrivano pure le voci di chi si diverte nell’osteria, i lamenti del prigioniero nella segreta, gli inviti della prostituta (lei è affacciata ad una delle finestre dl primo piano), e così via. Un altro personaggio che si intravede è il flautista (Marco) che suona una musica invitante discorde con quella che accompagna “Il male”. Puntualmente il pubblico seguiva il flautista all’interno del castello, dove erano disseminati attori ed i musicisti (ognuno con una serie di battute fisse ed altre che dipendevano da come i convenuti si relazionavano con loro). Nel percorso e nei testi erano disseminati gli indizi per arrivare alla verità ed ovviamente anche i quadri erano collocati in base al senso. Durante il percorso il male, interpretando più ruoli farà di tutto per sviarli, tentandoli in più modi. Lo spettacolo era strutturato come un videogioco di ruolo.

“La cosa che intrigava il pubblico era l’interazione con gli attori… e ci mettevano parecchio a capire che le battute erano tutte comunque scritte. Qualcuno tornò a partecipare a due ed anche tre spettacoli, provando a comportarsi diversamente, e di conseguenza facendo percorsi diversi. Altri portarono gli amici per vedere come avrebbero reagito nelle diverse situazioni. Poi accadde, cosa che ci divertì e creò qualche problema: dato che nella “Taverna” c’erano più personaggi ed inoltre si ordinava, mangiava e beveva davvero, e dato che si facevano 2 spettacoli nello stesso giorno, qualcuno cominciò con l’intrattenersi nell’osteria al primo spettacolo per uscirne solo al secondo. Uno di questi signori e sua moglie, a fine rappresentazione, ci invitarono tutti in un ristorante (vero)” A.P.

Alle fine, comunque, gli spettatori trovano “la verità” (l’amore, simboleggiato da una ragazza in abito da sposa interpretata da Rossella) ed aiutano a liberarla. Mentre pubblico ed attori escono (liberi) dal castello, il male, sconfitto, gli griderà dietro che comunque, loro, non sono più quelli di prima.

“Fu quello spettacolo che ci fece incontrare Claudio Rovagna, un musicista eccezionale che diventerà un caro amico e, con le sue composizioni, un protagonista insostituibile delle opere a venire. … Nella messa in scena erano coinvolti, oltre agli artisti, amici e parenti (anche degli amici). Se per qualcuno “I perduti” era uno strumento per esprimere la propria artisticità o per arrivare ad obiettivi professionali, era per tutti anche un modo di stare insieme. Non si condividevano solo le idee e la critica di comportamenti e sistemi, ma la realtà del lavorare e realizzare qualcosa di comune con entusiasmo. Questo piacere ci permetteva di affrontare le disillusioni quotidiane. Il piacere di fare diventava piacere di essere. Ero consapevole che”I perduti” era il frutto e la metafora di come percepissi quanto avevamo vissuto negli ultimi tempi…” A.P.

alessandro pultrone_artista innovativo 1977 alessandro pultrone_ artista 1977

 Agli inizi del 1977, attendendo che in RAI procedesse l’iter che avrebbe dovuto condurre alla realizzazione della commedia musicale “Giovanna 2″ e del giallo rosa fantastico “Vacanze in Paradiso” e ancora calato nelle atmosfere degli studi e delle produzioni televisive (per lui nuove), aveva scritto molti altri soggetti tra cui “Il bambino e il colonnello” e “Robot libero“, che consegnerà in primavera alla RAI. A gennaio finisce di scrivere e consegna, al Dott. Viggiani (sempre RAI), “Due ali e una spingarda” (storico, sul brigantaggio), che il funzionario gli aveva sollecitato nell’ottobre dell’anno precedente. Con l’occasione, il Dott. Viggiani gli domanda se può inventare una o due trasmissioni di giochi a quiz da abbinarsi alla lotteria di capodanno. Alessandro Pultrone glieli porterà a mano pochi giorni dopo che gli sono stati chiesti, il 27 gennaio: “Dalla padella alla brace” e “Colpo di fulmine“.

“Non era un genere di programmi che amassi, né mi interessava scriverli, però, pur lavorando tanto, di soldi se ne guadagnavano davvero pochi. Di fatto non potevamo mai realizzare nessuno dei tanti copioni per cui ci entusiasmavamo. Così inventai quei 2 programmi il più velocemente possibile e non a caso consegnai, insieme a quanto richiesto, un soggetto radiofonico dolce amaro dal titolo “Dolce è morir di fiabe” . Forse perché le trasmissioni a quiz non mi  attraevano o forse perchè scriverle mi sembrava un “compromesso”, le due proposte erano un poco provocatorie… per quegli  anni. Soprattutto “colpo di fulmine” che si riduceva, alla fine, a conquistarsi alla cieca (solo guadagnandosi progressivamente degli indizi) un partner.”

In seguito qualcuno sostenne che una certa trasmissione di successo fosse stata copiata dalla sua, ma l’autore non lo credette mai.  A Marzo ha ultimato anche “Il menestrello e i guerrieri” (scrivendo il quale farà dei bozzetti che evolveranno tra la fine dell’anno ed il ’78 nel quadro “Scarabeo Stercorarum”) e “Il riposo del guerriero” che propone i primi di marzo a Bianca Scotti della Rusconi Films.

“Fu lei a presentarmi a Gloriano Mazzè (che anni dopo diventerà il responsabile della Berlusconi Communications). Lui per l’anno a venire voleva produrre qualcosa per bambini. Non subito, ma il suo obiettivo era arrivare ad un certo tipo di commedie musicali per l’infanzia e l’adolescenza, che da qualche anno riscuotevano successo in Inghilterra ed America e che non erano semplici favole per bambini ma metafore che riguardavano chiunque. Un “genere” quello delle commedie musicali per ragazzi, che in Italia non esisteva. Secondo lui io, quel tipo di cose, sarei stato in grado di scriverle… anche se avremmo dovuto cominciare con qualcosa di più semplice, commerciale ma magari di pedagogico.” 

Il 25 di quello stesso mese di marzo Alessandro Pultrone consegna l’idea e qualche soggetto del programma in 12 puntate: “La bottega di mastro Geppetto”, che verrà registrata e mandata in onda l’anno dopo.

“Gloriano Mazzè, fu di parola, perché dopo “la Bottega di Mastro Geppetto”, pur demandando la produzione all’Audiovisual System fu lui a farci realizzare “Le avventure di Prezzemolino“.

Ad aprile l’artista intraprende l’attività di designer per la rivista bimestrale “Quaderni di medicina sociobiologica” (sue una decina di copertine).

alessandro pultrone _disegni copertine medicina 1978  collage di alcune copertine della rivista create da A.P.

“Una volta capito che la RAI non avrebbe realizzate (almeno per quell’anno) le opere che aveva comperate e non sapendo cosa sarebbe successo con la Rusconi Films, in un momento di autolesionismo, scrissi “Sfascia la coppia“, una trasmissione programma a premi che era l’opposto di “Colpo di fulmine”, vinceva la coppia che riusciva a non farsi sfasciare, sfasciando l’altra (Tele Mare -Dott. Porzia). Vorrei poter negare mi appartenga… ma non è così.”

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In settembre Alessandro e Rossella con Marco Folli, che si alternava tra flauto traverso, sax e strumenti a corda, presentano un recital dei loro brani che spettacolarizzano coadiuvati da parte del gruppo che interpreterà “I perduti” un mese e mezzo dopo. Lo spettacolo musicale si intitola “Birra, Birra, che follia!

In autunno il Dott. Patriarca della Phonogram (importante casa discografica) propone al duo “Alessandro e Rossella” di stipulare un contratto con la sua etichetta per incidere un LP.

A dicembre mentre scrive un nuovo dramma “Raggiungersi“, incide per la CAM la canzone “La scimmia in Rolls Royce” per un lavoro teatrale di Mario Piave. Alessandro Pultrone è anche autore dei testi; le musiche sono del M° Giuseppe Mazzuca.

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