1978 “LA BOTTEGA DI MASTRO GEPPETTO” Alessandro Pultrone“

Alessandro Pultrone Bottega geppetto Alessandro Pultrone Bottega geppetto_0001

1978 “LA BOTTEGA DI MASTRO GEPPETTO” Alessandro Pultrone è autore e protagonista del programma tv in 12 puntate – regia TV di Yoseph Duiella prod.RUSCONI FILM

Alessandro Pultrone geppetto alessandro pultrone _ SERIE TELEVISIVA _ rusconifilm_78

Il programma si registra, in tempi brevissimi, in estate negli studi della Rusconi Films, ed in autunno è già nei circuiti delle emittenti private di tutto il territorio nazionale. Ma già prima dell’Estate i componenti della “scatola magica” lavorano alle scene ed alle maschere nei capannoni e negli spazi aperti della Rusconi Films che affiancano gli studi. A fine stagione sono anche già impegnati nella realizzazione delle scene di Prezzemolino e delle centinaia di metri di rulli scorrevoli dipinti che permetteranno ai personaggi di viaggiare, in chromakey, dove la fantasia dell’autore vuole. Finalmente Claudio Rovagna, liberatosi degli impegni precedenti, entrerà definitivamente a fare parte de “La scatola magica”… e da subito comporrà  la quasi totalità delle musiche.

“La bottega di Mastro Geppetto”  per me, fu importante anche affettivamente, perché mi permise di coinvolgere Paolo Coccia, che (oltre ad essere il ragazzo di mia sorella) era diventato un caro amico. In ogni caso, lui, lavorava nel negozio di casalinghi e “giocattoli” del padre, e poi aveva innate capacità manuali, oltre ad una pazienza incredibile… era l’ideale per interpretare il ruolo di Geppetto!”

Alessandro Pultrone programma TV Alessandro Pultrone TV  1977

 

“Certo, Paolo, aveva già partecipato ad alcune delle nostre iniziative, come “I perduti” o ad esempio “La casa sbagliata“, un giallo radiofonico con risvolti horror che si sviluppava in diretta, e che avevo scritto e avevamo realizzato per puro divertimento. L’idea nacque una sera di dicembre del ’77, quando, bevendo birra (cosa che ebbe una sua rilevanza), Marco Folli, che gestiva un programma di musica e intrattenimento in una emittente radiofonica romana, disse di voler fare qualcosa di diverso e che i suoi ascoltatori ricordassero. Così fingemmo che due inviati che dovevano fare non so cosa, finissero in una casa misteriosa dove accadevano cose inquietanti. Ovviamente eravamo tutti a studio e seguivamo il copione. Avevamo concordato pure qualche finta telefonata (anch’essa da copione), ma la cosa ci sfuggì di mano. Per gli ascoltatori fu tutto talmente credibile che iniziarono a fioccare telefonate vere che insinuavano e suggerivano ipotesi che andavano oltre quelle da noi immaginate. Se rammento bene, persino altre radio cominciarono a parlare di quel che accadeva ai poveri inviati, quel che è sicuro è che persino i proprietari dell’emittente (che pure sapevano) finirono col crederci e quel che è peggio è che ci credette la polizia. Non ricordo come ce la cavammo, ma a parte gli indici di ascolto alle stelle, anche gli ascoltatori … e la polizia (che all’epoca non ci andava leggera) la presero più che bene. Tutti fecero poi riferimento ad Orson Welles ed alla sua “Guerra dei mondi”, che (lo dico per i più giovani) fu originariamente una invenzione radiofonica che provocò il panico negli Stati Uniti. Ma, rimanga tra noi,… nessuno del gruppo ci aveva pensato” 

da “Vita d’artista” – Intervista ad Alessandro Pultrone – cinetvnews.com 

 Alessandro Pultrone Marco Folli Alessandro Pultrone e Paolo Coccia Alessandro Pultrone e marco Folli

La regia televisiva di “LA BOTTEGA DI MASTRO GEPPETTO” fu affidata, da Gloriano Mazzè a Yoseph Duiella, ma volle che Alessandro Pultrone si occupasse anticipatamente di quella teatrale in modo che gli attori andassero in studio già preparati. L’artista, che dichiarava apertamente di volere utilizzare questa esperienza anche come autore e che intendeva “capire come funzionasse la regia e quali possibilità desse un set”, prima di impostare gli attori e le scene si incontrò ripetutamente col regista, conscio che, poiché le scene si registravano in modo non sequenziale ed andavano montate, ecc., la visione globale poteva averla solo Duiella.

“Però, quando andammo al montaggio, avevo la sensazione che tutto fosse troppo lento, ma stimavo il regista e giustificai la cosa motivandola con la necessità descrittiva e pedagogica di insegnare ai bambini come costruire, tagliare, incollare, ecc. le varie cose. Inoltre rivedermi in video mi metteva a disagio e facevo fatica ad essere oggettivo (non mi piaceva nulla di quel che avevo girato). Mi sembrava, che anche nelle espressioni e nelle azioni, fosse tutto “tirato troppo per le lunghe”, un pò’ come nel cartone cartone animato “holly e Benji”. Ovviamente era una percezione esagerata, ma se avessi avuto un minimo in più di esperienza, avrei potuto evitare quella lentezza che sarebbe stata anche di Prezzemolino. Per quanto, come avrei capito poi, fosse una caratteristica stilistica e culturale di Yoseph, non ho dubbi che lui si sarebbe fatto coinvolgere nella velocizzazione.”

da “Vita d’artista” – Intervista ad Alessandro Pultrone – cinetvnews.com

Parte degli elementi scenici e dei fondali, come poi i “rulli” di “le avventure di Prezzemolino” (decine di metri di disegni che scorrevano in “chroma key” e su cui si muovevano i personaggi), furono esposti nelle mostre dell’artista (l’ultima volta fu a Monterosso, per “La marcia dei diritti”)

 

 

 

 

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