1978 “SPECIAL TEEN” Alessandro Pultrone

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1978 “SPECIAL TEEN” Alessandro Pultrone è autore conduttore, cantante ed attore. La regia è di Enrico Vincenti RAI Radiotelevisione Italiana

Nel gennaio 1978 Alessandro Pultrone propone alla RAI un nuovo copione “L’hanno rapita tra la terra ed il Paradiso”, nella speranza dichiarata che il Consiglio di Amministrazione prenda in considerazione l’idea di realizzare le sceneggiature comperate in precedenza. L’artista viene contattato dal regista RAI Enrico Vincenti ma si tratta di scrivere i testi di una trasmissione contenitore (puntata unica) “Special teeen”. Resta scritta l’impressione dell’autore di non aver soddisfatto il regista, anzi di non capirlo, ma a smentirlo arriva la convocazione della RAI che lo vuole come conduttore della trasmissione che lui stesso ha scritto. Alessandro Pultrone riesce ad imporre Franco e Rossella, parte del team formatosi ai tempi de “I perduti” ed ormai denominato “La scatola magica”.

Alessandro Pultrone special teen

La trasmissione va in onda il 3 aprile ma l’autore ed i suoi compagni stanno già lavorando a “La Bottega di Mastro Geppetto” (sceneggiature, musiche, costumi, scene, maschere, giochi e trovarobato, ecc.). Enrico Vincenti intanto gli chiede ed ottiene idee e bozzetti di scene e costumi per una rivisitazione di “Le tre melarance” del Gozzi. Una proposta che Enrico stesso porta negli Stati Uniti.

Durante l’estate il regista spedirà all’artista quella che dice essere l’unica ma sostanziale critica dei produttori americani nei confronti del Pultrone. Sono loro a chiedere che la frase gli venga tradotta letteralmente: “smettila di ragionare da povero!”

Mi arrivò un telegramma, che peraltro ho tenuto per anni. Credetti significasse aver chiuso (con loro e con Vincenti). Invece il giorno dopo, ne arrivò un altro che diceva: “Stai o no lavorando. Sbrigati!” 

Con Vincenti feci un errore troppo grande per essere solo frutto di ingenuità. Un errore che avrei pagato a caro prezzo. Ho l’attenuante che gli incontri con lui non lasciavano spazio ad altro che a discussioni sul “come realizzare cosa” (ed io di cose da fare ne avevo tante, su diversi fronti)? Non lo so. Sta di fatto che non gli chiesi mai di darmi i nomi dei referenti e dei recapiti. Quando tornò dall’America, soddisfattissimo, io stavo lavorando alla Rusconi Films. I produttori erano entusiasti dei nuovi bozzetti e l’anno dopo io e lui ci saremmo dovuti trasferire per un mese o due in California (credo) per realizzare un backstage della realizzazione, in una delle importanti Università statunitensi coinvolte. Traducendo quel che c’era scritto in una serie di fogli (su carte intestate dei diversi interessati) mi elencò un’infinità di domande a cui avrei dovuto rispondere subito. Ad esempio volevano dettagliassi i tipi di tessuto dei costumi e dove avrebbero potuto comperare in Italia i migliori rasi, velluti, pizzi. Poi resosi conto che io dovevo ancora disegnare tantissimi costumi e soprattutto progettare macchine complesse che dovevano funzionare, dei tessuti e dei fornitori si occupò lui (ero e resto convinto che abbia demandato tutto agli scenografi e costumisti RAI). Nel periodo che seguì mi fece scrivere due sceneggiature che avrebbe portato al consiglio di amministrazione RAI, credo volesse garantirmi un certo guadagno perché potessi dedicarmi di più, se non unicamente, ai suoi progetti”

L’artista era abituato ad un rapporto discontinuo col regista, che spesso andava fuori sede per realizzare servizi RAI. Dopo un periodo di prolungato silenzio, Alessandro Pultrone, non riuscendo più a contattare Enrico Vincenti, si rivolge alla RAI e gli viene comunicato che Vincenti era deceduto (per infarto) negli Stati Uniti.

 

 

 

 

 

 

 

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