1982 Film “CORRI COME IL VENTO, KIKO” Alessandro Pultrone

Alessandro Pultrone sceneggiatore cinema

1982 Film “CORRI COME IL VENTO, KIKO” Alessandro Pultrone coautore, co-sceneggiatore - regia di Sergio Bergonzelli CINEDECIMA

“Sono sempre talmente occupato dalle mille cose da fare e da dire (quale che sia il mezzo per farlo) e dalle mille che vorrei fare o che sento di dover fare… che ho difficoltà a ricordare, soprattutto a datare, le tante esperienze precedenti. L’82 e l’86, in particolare, sono anni in cui la nascita di Adriano prima ed Aedo poi, mette in ombra tutto il resto. Non c’è nulla che eguagli la gioia della paternità e l’amore che deriva è un amore che resta, qualunque cosa succeda, ed anzi aumenta. Uno dei pochi rammarichi della mia vita, dipende dalla consapevolezza di non saperglielo esprimere come vorrei.” A. P. 

Agli inizi del 1982 Alessando Pultrone consegna alla RAI, insieme alla fiction “Cronaca Jeans“, “Gli anziani, questi alieni“, programma che ha maturato studiando per l’articolo e le vignette sul tema che sta realizzando per il “Diario Amico”. Sergio Bergonzelli, consigliato da amici incontra l’artista e ne nasce subito una intensa collaborazione. Il regista intende fare un film “commerciale” su di un tarzan al femminile: “Leila della giungla”. Pultrone promette, qualora Bergonzelli gli lasci una certa libertà creativa, di dargli soggetto e pre-sceneggiatura dopo una settimana. Sei giorni dopo, il regista legge il testo di “La ragazza della giungla“, che stravolge l’idea dell’eroina e del personaggio con una personalità e fisicità dominante, esaltando invece le capacità empatiche e di adattamento. Le sue fragilità (la solitudine ed il bisogno di affetto) oltre a rendere credibile il personaggio diventavano motivi delle avventure ed elementi della risoluzione delle stesse. Il regista ne è affascinato (anche se chiede di esaltare la sessualità della ragazza ed inserire due o tre scene cruente). Propone pure all’autore di pensare, mentre fa le modifiche, ad una serie di telefilm costruiti sulla figura di uno stuntman. E’ una idea che il regista coltiva da tempo. Vorrebbe che senza tradire il genere “d’azione e avventura” emergesse il realismo delle miserie di un professionista di una certa età. Per combinare le due cose bisogna che l’azione sia supportata da dei buoni gialli, cui lui non ha il tempo di pensare. Pultrone contagiato dal desiderio del regista scrive, nel giro di pochi giorni, 12 soggetti (la serie si intitola “Lo scoiattolo“) e, subito dopo, a richiesta, una pre-sceneggiatura per un numero zero, addirittura un film.

“Sapere di aspettare un figlio mi aveva messo addosso l’urgenza di concretizzare. Giusto o sbagliato che fosse, fino a qualche anno prima avrei disdegnato scrivere film commerciali, ma mi imposi di pensarlo come una mansione professionale e scoprii che mi risultava incredibilmente semplice, più semplice che scrivere per il diario, dove ogni articolo, oltre alle informazioni ed al contenuto educativo, doveva avere una scrittura diversa. In ogni caso dall’una e dall’altra cosa non si riusciva a guadagnare se le idee non si realizzavano. Avrei fatto qualunque cosa.” ” 

Nell’aprile-maggio scrive e registra un programma su “San Francesco e la Valle Santa” per Rete 4,  poi Sergio Bergonzelli e Alessandro Pultrone realizzano la serie di episodi del film “TANTO PER SCHERZARE” – produzione Dick Randall e CINEDECIMA – Alessandro Pultrone protagonista ed autore, Sergio Bergonzelli regista.

“Eravamo andati nello studio della società di Dick Randall, che io conoscevo solo di nome ma che era amico di Bergonzelli, per chiedergli di finanziare non so più quale soggetto. Ormai ne scrivevo talmente tanti che non li depositavo nemmeno più alla SIAE. Dick Randall invece, anticipandoci, ci venne incontro chiedendo se Sergio conoscesse un autore in grado di scrivere degli episodi tipo “Specchio segreto” da accorpare in un unico film.

“Sergio mi presentò raccontandogli di quanti e quali soggetti avessi scritto per lui ed in quanto tempo, esagerando le mie abilità. Il produttore spiegò come immaginasse il prodotto e man mano che parlava io, per vedere se avevo capito facevo esempi di possibili idee. Dick Randall, per quel poco che lo conobbi, era sicuramente capace ed attento nella gestione economica, ma era eccezionale nel mettere a proprio agio le persone e riusciva a tirarne fuori il meglio. Quella sera avevamo già due episodi su cui avrei potuto lavorare, ma soprattutto avevo capito cosa volevano Dick e Sergio. Quando ci lasciammo però Dick Randall, come se fino ad allora non avessimo fatto nulla, chiese che gli portassi almeno 6 episodi nel minor tempo possibile e… solo se gli fossero piaciuti avremmo parlato di soldi.  Con l’esperienza de “i perduti”, scrissi episodi dove gli attori avevano una situazione base preorganizzata e costruita e poi per l’interazione con la gente una serie di battute fisse possibili. A quello che non avevamo pensato doveva supplire l’improvvisazione, per questo avevo tratteggiato meticolosamente la psicologia e la storia vissuta di ogni personaggio. Le sceneggiature e le idee piacquero. Dick voleva fare una cosa veloce: “il film giusto per il momento giusto”. Avrebbe pagato tutte le spese, poi consegnato il film ai distributori (soprattutto americani) con i loro anticipi avrebbe coperto le spese e pagato le prestazioni professionali. Gli operatori, come già aveva fatto Sergio, mi confermarono che era un meccanismo consolidato. Io avrei anche guadagnato con i diritti d’autore e cominciammo ad incontrare gli attori. Per qualche strano motivo non avevo mai minimamente pensato a me come attore per quello che scrivevo per lui o per Dick e neppure loro mi avevano mai visto in scena. La mia presenza ai provini fu considerata necessaria perché valutassi se le interpretazioni e soprattutto le improvvisazioni fossero coerenti col personaggio (gli americani hanno un grande rispetto dei ruoli).  Io peraltro cercavo di tenermi defilato per rispetto del regista, inoltre ero circondato da ottimi professionisti molto più esperti e maturi di me, compresi attori e operatori. Ai provini su parte gli attori interpretavano in pezzo del testo prefissato, poi Sergio li costringeva ad improvvisare con una serie di provocazioni. Era a quel punto che, sempre più spesso, tanto lui che Dick mi chiedevano di far vedere altre o più giuste reazioni che avrebbe dovuto avere il personaggio. Istintivamente, anche perché molti di loro erano stranieri e non parlavano bene Italiano, mi veniva più facile interpretare che spiegare, cosa si poteva fare. Il risultato fu che decisero che sarei stato io a fare i ruoli di protagonista di tutti gli episodi. Mi ci volle parecchio per realizzare cosa mi avessero detto.

“Il resto è storia”, come avrebbe detto Sergio. Una storia bellissima e divertentissima … sin quasi alla fine…”

Sono tutti euforici, hanno tanto materiale girato ed è tutto buono. Sono tutti convinti che il film sarà un successo e ci sarà un seguito. La troupe gira l’ultimo episodio, su di una statale in provincia di Roma. Dal retro di un carro funebre, finito in un fosso ed evidentemente abbandonato, fuoriesce parzialmente una bara e l’attore, al suo interno, sollevando leggermente il coperchio grida alle macchine di passaggio e chiede che lo si aiuti ad uscire. Si gira per due o tre ore e succede di tutto (la storia va ben oltre l’essere stato sepolto vivo), ma nell’ultimo gruppo che si viene a formare (30 persone circa) c’è il parroco del paese e persino la polizia. mentre il regista e l’assistente, come sempre, dicono alla gente che si è trattato di uno scherzo, la polizia scopre che si era superato di qualche metro il confine di giurisdizione del comune che aveva rilasciato i permessi permessi per girare. Tutto il girato, nei furgoni che celavano le troupe viene requisito e tutti i partecipanti vengono denunciati. Il processo avrà luogo quasi un anno dopo (e sarà vinto dalla produzione) ed il girato, solo allora, restituito… ma il film non supererà mai la fase di montaggio.

Alessandro Pultrone cosceneggiatore film

Sempre prima dell’Estate l’artista, con la coop. Ippogrifo Produzioni Spettacolo propone all’Assessorato Giardini e nettezza Urbana del Comune di Roma, il progetto “Club Vivaverdevivo” contenitore incontri, convegni, spettacoli, ecc.

Intanto Bergonzelli cerca altri produttori o finanziatori per i film e le serie TV, scritte in precedenza dall’autore. Quando gli si presenta l’occasione di fare un film incentrato sul Palio di Siena, coinvolge subito l’artista, gli fa conoscere rappresentanti e protagonisti del Palio, poi gli affida la scrittura di una sua idea. In luglio la sceneggiatura è pronta ed in agosto il film viene girato. Il testo, per motivi contingenti, fu modificato continuamente in corso d’opera (secondo Pultrone, perdendo quanto di meglio vi fosse nell’idea originale del regista). L’anno dopo il film andrà al Festival del Cinema di Giffoni Vallepiana.

Da settembre mentre insegna “Espressione corporea” e “Letteratura infantile” all’Istituto di Ortofonologia, prepara la mostra di Padova di novembre.

“Il 10 ottobre nasceva Adriano Pultrone” 

 

 

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