1983 ’84 “IL SABATO DELLO ZECCHINO” Alessandro Pultrone

Pultrone in RAI

1983 ’84 “IL SABATO DELLO ZECCHINO” Alessandro Pultrone è programmista-regista del programma 1° rete RAI

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Nel novembre del ’83 l’artista deve trasferirsi all’Antoniano di Bologna, perché alle mansioni di programmista regista gli viene aggiunta la responsabilità dello studio set dell’Antoniano. I programmisti registi della trasmissione sono 3, ma due rimangono a Roma ed uno deve affiancare il regista Ezio Pecora a Bologna. E’ proprio quest’ultimo ad insistere che sia Pultrone ad accompagnarlo. Durante il primo brainstorming organizzativo, nella sede RAI di viale Mazzini, spiega i motivi della sua scelta.

“Non me lo aspettavo. Ricordo che ne fui imbarazzato e temetti che potesse sembrare favoritismo. Non lo era. Ezio premise che lui doveva passare due giorni a settimana a Milano (per montare i servizi video e gli spot che settimanalmente avremmo dovuto mandare in onda) e quindi gli serviva qualcuno abituato a gestire concretamente tanto un’organizzazione complessa che attori e tecnici. Inoltre occorreva avesse esperienza di regia perchè bisognava preparare gli attori, pratica con i bambini e le insegnanti per potere andare nelle scuole a preparare (ed a volte a scegliere) le aule e/o gli alunni che avrebbero partecipato alle puntate … ecc. Mentre sentivo aumentare in modo inquietante le mie responsabilità, capii, senza comprenderne al momento il motivo, che ci stava rendendo quanto più autonomi possibile. La redazione romana avrebbe dovuto mandarci (in anticipo) il tema della settimana, occuparsi dell’identificazione e del primo contatto con gli ospiti, fare una scaletta di puntata e far scrivere i testi introduttivi e di collegamento a Gianfranco Scancarello (che poi scoprii essere un maestro di scuola di ruolo) ed a non ricordo chi altro. Dal lunedì al giovedì si doveva preparare tutto: andare nelle scuole, trovare gli attori (però bisognava avere già i testi per farlo) e farli provare, fare o reperire i costumi, le scenografie ed il trovarobato, comporre e registrare le musiche, ecc. ecc. Il venerdì si registrava. La mattina alle 9 dovevano essere tutti pronti: gli ospiti e le scuole.  

Pultrone e Scancarello simpatizzano e si accorgono, anche durante le riprese, d’intendersi con estrema facilità. Progettano un gioco da tavolo e televisivo sulla sana alimentazione che propongono alla santa Rosa e una trasmissione “Bambino è…” che nel giugno 83, lo stesso Gianfranco, proporrà a Luciano Scaffa (RAI 1).

In maggio Alessandro Pultrone, nell’ambito della trasmissione, collabora con il regista Stefano Roncoroni alla realizzazione della commedia per bambini “barbacus trallalà” di Annamaria Poggi. Tra le altre cose doppierà i personaggi in maschera.

Prima di partire per Bologna, l’artista era riuscito a consegnare le scene ed i pupazzi (anche in gommapiuma) commissionatigli da Aldo Giovannetti per  lo spettacolo “Alice nello specchio”, de “Il torchio”, ma dopo il trasferimento i contatti romani si interrompono fino a giugno.

Nonostante “Il sabato dello zecchino” lo impegni 18 ore al giorno e nonostante lo scetticismo di chi ne è al corrente, durante la sua permanenza a Bologna, disegna e dipinge le opere che illustrano il documentario “PRIGIONIERO DI GUERRA N. 8074″. Opere che ha promesso ai registi Franco Attenni e Claudio Gambini Il documentario viene proiettato in anteprima a MassenzioLand per l’Estate Romana, il 16 luglio di quello stesso anno. Le opere pittoriche sono più dei  4/5 del visivo.

L’intera raccolta di opere si trova nello studio dell’artista ed è disponibile ai collezionisti.

la redazione

 

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