1987 “LES TABLEAUX PARLANTS” di Alessandro Pultrone

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1987 LES TABLEAUX PARLANTS” di Alessandro Pultrone – mostra di pittura e video a Strasburgo (Francia)

L’Assessorato alla Regione Lazio conosceva bene l’artista per aver, prima, patrocinato il “Diario Amico” e “Drogopoli” e per avergli affidato la realizzazione di alcuni suoi manifesti, poi perché era stato lui a proporre l’idea del pacchetto comprensivo di fascicolo, gioco e video “Marco e Sethra“, che aveva riscosso un notevole successo. Inoltre, come esperto di comunicazione, aveva scritto per la rivista “Quaderni della Regione”. Alessandro Pultrone però spiega a modo suo il fatto che le istituzioni, quella prima volta, gli abbiano affidato la rappresentatività italiana. Sostiene che, quando il Ministero degli Esteri aveva sollecitato la presenza di artisti che rappresentassero le arti visive italiane “entro l’anno”, dato che si era già in autunno e che quel che restava dei fondi stanziati per la cultura sull’unico capitolo di spese cui fare riferimento … non sarebbe bastato a due artisti (uno per i video e l’altro per la pittura o scultura), dovettero rivolgersi a lui che notoriamente faceva entrambe le cose, che aveva già proposto (in febbraio)  “Le tableaux parlants” e che probabilmente avrebbe utilizzato qualcosa che aveva già pronto.

Il maestro invece realizzò un video ad hoc per l’occasione dove, appunto, dava voce ai personaggi dei suoi quadri, mentre Claudio Rovagna ne traduceva in musica le suggestioni e le atmosfere. Se realizzare tutto in tempo sembrava un’avventura, quel che li aspettava risultò poi essere una Odissea.

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Dovendo progettare l’allestimento e non riuscendo a contattare i responsabili dello spazio espositivo (attribuitogli dai funzionari della Regione che lo hanno avuto dall’Istituto di Cultura Italiano a Strasburgo), a due giorni dalla stampa di manifesto, invito e catalogo, l’artista – accompagnato dal fedele Ottorino Iapichino – parte per Strasburgo. I due arrivano la mattina alle 5,30 e con un taxi si dirigono là dove dovrebbero trovarsi i locali, ma, del prestigioso palazzo delle esposizioni promesso loro…  ci sono solo gli scavi per le fondamenta. Dato che all’Istituto di Cultura pare non esserci nessuno vanno alla sede del comune, dove (per loro fortuna) è riunito il consiglio comunale. I funzionari della segreteria, messi al corrente della vicenda, dichiarano di non potere fare nulla, ma portano in Consiglio comunale il materiale che si sarebbe dovuto stampare il giorno dopo (quindi anche le foto dei quadri ed i mandati).  Il calendario delle manifestazioni già preventivate nella città è colmo per i due anni a venire, ma le opere impressionano favorevolmente l’intero consiglio e, nonostante la cosa non li riguardi, vogliono conoscere l’autore al quale promettono d’interessarsi subito del caso.

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L’artista avvisa i funzionari dell’Assessorato e ferma la tipografia che sta andando in stampa col manifesto, la locandina e gli inviti. Alessandro Pultrone e Ottorino Iapichino attendono due giorni a Strasburgo, poi il direttore di la Casse d’Epargne fa l’inatteso: libera (anche legislativamente) i prestigiosi spazi antistanti il caveau mettendoli a disposizione. Saranno la Casse d’Epargne (famosa per i suoi spazi espositivi e per il livello qualitativo di quanto espone) ed il Comune a gestire il vernissage ed a promuovere l’operazione e l’artista presso i rappresentanti della Comunità. Nessun funzionario o politico Italiano parteciperà in alcun modo. L’operazione ha successo e sono molte le proposte e le richieste di portare quella o un’altra mostra in vari paesi.

L’artista non alimenta le critiche dei funzionari e dei parlamentari intervenuti, né spiegherà mai cosa sia accaduto in quel unico incontro ottenuto con un rappresentante istituzionale italiano sul posto (dell’istituto di cultura Italiana o dell’ambasciata? NdR)

 

 

 

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